
LA CERIMONIA DI APERTURA La lingua madre omaggia e apre la 32^ edizione del Film Festival della Lessinia
La Leggerezza Sommersa esplora una comunicazione silenziosa, condivisa da chi sa abitare l'acqua
Si è aperta ieri la trentaduesima edizione del Film Festival della Lessinia che quest’anno omaggia il tema della lingua madre con un programma che conta 107 eventi. Durante la cerimonia di apertura Alessandro Anderloni, direttore artistico, ha presentato sul palco la nuova presidente del Festival Nadia Massella e il sindaco di Bosco Chiesanuova che hanno preso la parola per i saluti ufficiali.
A seguire La Leggerezza Sommersa, di Fulvio Mariani, prima proiezione che ha illuminato il grande schermo. Un documentario che pone l'acqua al centro della sua opera e con immagini imponenti restituisce forma e valore all’elemento che permette la vita. Protagonista dell’opera è Claudio Gazzaroli, idraulico per lavoro e cineasta per passione, che lo spettatore segue nelle sue immersioni prima in un lago dell’Alto Ticino in Svizzera, poi nel mare dell’isola di Jaju in Corea del Sud e infine in una grotta di acqua dolce nella penisola dello Yucatán in Messico. Gazzaroli viaggia nei luoghi più disparati, immergendosi in mondi paralleli alla realtà terrestre, fatti di acqua e di meraviglie sottomarine. Ambienti che a molti parrebbero ostili sono percepiti da lui come gli unici luoghi in cui raggiungere una grande tranquillità e rispondere a quel richiamo interiore che lo spinge ogni volta ad andare sempre più in profondità. Le persone con cui interagisce nei suoi spostamenti rispondono al suo stesso richiamo. Per questo sembrano riuscire a superare l’ostacolo di una lingua fatta esclusivamente di parole, adottandone una fatta di gesti, sguardi, evoluzioni: un linguaggio che si potrebbe forse definire proprio di chi sa abitare l’acqua e renderla il proprio mezzo di espressione.
Da più di trent’anni il Festival si impegna ad ascoltare le voci del mondo; quella dell’acqua risuona silenziosa e profonda, conservatrice millenaria della memoria del Pianeta e fonte di vita.
Sofia Cafazzo