
Un Festival che si ostina a dare voce, da trentadue anni, a quante più lingue del mondo sia possibile. Accadrà anche nei dieci giorni di programmazione e nei 107 eventi di questa edizione, con un atto di opposizione all’imperante omologazione culturale che sembra, inarrestabile, travolgere tutto e tutti. Perché, se il seme della diversità, della conservazione di usanze e tradizioni, di un rapporto autentico con la propria terra potrà ancora dare i suoi frutti, questo avverrà sulle montagne, nelle terre rurali, nei luoghi non urbanizzati, nelle periferie più appartate. Nell’esplorare l’omaggio tematico di questa XXXII edizione, quello alla “lingua madre”, ci siamo imbattuti in voci che reclamano la diversità, non in nome di chiusure ideologiche ma come bisogno vitale di succhiare dalle radici della propria storia personale, così come abbiamo succhiato la lingua della nostra infanzia dalla mammella di nostra madre. Ci nutriranno, nei dieci giorni di Bosco Chiesanuova, 83 film provenienti da 43 paesi con 27 anteprime italiane, e accanto al programma cinematografico, libri, mostre, incontri, laboratori, escursioni, concerti, convivialità in una stimolante e preziosa babele culturale. Come si spengono i dialetti e le lingue minoritarie, c’è rischio che il Festival smarrisca la propria voce originaria, annacqui l’accento che lo contraddistingue e lo rende riconoscibile nel grande mare degli eventi cinematografici e culturali, il respiro che ne scandisce il ritmo. Ecco che approfitteremo di questo trentaduesimo scampolo di fine estate a Bosco Chiesanuova per cercare di non perderci e in questo stare insieme di voci del mondo, riconosceremo, è certo, anche la nostra propria voce. Dimenticarla sarebbe dimenticarci, svilirla svilirci. Che il Film Festival della Lessinia sia per tutti e tutte voi, amici e amiche, una voce generatrice.
Alessandro Anderloni
Direttore artistico